Il Burro di Iris Italiano è la migliore qualità e si ottiene per distillazione a vapore della radice di Iris stagionata. Il contenuto in ironi dipende dalla stagionatura del rizoma e dal processo di arricchimento durante la distillazione.
3-BUTEN-2-ONE, 4-(2,5,6,6-TETRAMETHYL-2-CYCLOHEXEN-1-YL) questo è il nome scientifico dell’α-irone. Di questa molecola si conoscono altri isomeri: il β-irone ed il γ-irone. Identificato come il responsabile dell’odore caratteristico di questa pianta da Tiermann e Kruger nel 1893 ha di per sè un odore acre e sgradevole ma quando diluito in alcool assume quello della violetta. Ha un punto di ebollizione di circa 285 °C ed a temperatura ambiente si presenta semisolido. Il suo profumo è molto più delicato dello ionone (suo isomero chimico, anche lui presente nella forma α-, β- e γ-). Nelle porzioni di testa della distillazione dell’Iris abbiamo furfurolo, aldeide benzoica (allergeni secondo lo standard IFRA), aldeide nonilica, decilica ed altro ancora; nelle porzioni di coda alcoli sesquiterpenici.
Un grande problema nella distillazione a vapore dell’Iris è l’acido miristico. Questo acido (chiamato anche acido tetradecanoico) è un acido grasso presente fino al 75% nella noce moscata (da qui il suo nome) ma anche in oli vegetali come quello di cocco e di palma. Bolle a 250 °C ma evapora a 100 °C se distillato in corrente di vapore. Il comportamento fisico chimico di questa molecola può essere vantaggioso da un lato, ma dall’altro solidifica a 49-51 °C e genera molta schiuma durante la distillazione. Durante la lavorazione va allontanato ed occorrono adeguate tecnologie per ottenere un burro di qualità. E’ responsabile anche della corrosione degli apparecchi di distillazione.
La produzione di Burro di Iris è iniziata attorno al 1910, prima di quel periodo si trovava solo un estratto alcolico. Con il tempo i sistemi di distillazione si sono affinati ed il mercato ha cominciato a trovare essenza concreta purissima. Normalmente una distillazione dura una trentina di ore.
Il burro di Iris non contiene solventi residui, normalmente ha un colore chiaro, consistenza cerosa, è leggermente untuoso ed ha un forte odore talcato. Il colore dovrebbe essere bianco tendente al giallo ma talvolta risulta grigio per difetti di lavorazione. Insolubile in acqua è mediamente solubile in alcool. Il contenuto in COV varia dal 2 al 12% a seconda della lavorazione. Sono disponibili anche concentrazioni superiori ma il prezzo aumenta vertiginosamente. Si consiglia sempre di conservare la concreta di iris in contenitori di alluminio vetrificato. E’ una costosissima materia prima per profumeria.
Come nel caso dell’Assoluta di Iris l’odore è riconducibile a quello della violetta (Viola Odorata) ma è molto più morbido ed elegante. La profumeria di alta gamma lo utilizza non solo come fissativo ma anche per le sue note olfattive primarie.