La Grande Distilleria di Casalvento
Nel 1962 inizia ufficialmente l’attività di produzione con un piccolo distillatore marca Zambelli. Il professor Giovanni Dòmini colloca questo piccolo impianto nella cucina di un minuscolo appartamento della casa padronale del podere. Il profumo si diffonde ovunque e come succede spesso in Toscana l’uso del luogo dà il nome al posto. In casa Dòmini la chiave che apre quelle stanze ha ancora un cartellino su cui è scritto “La Lavanda”.
Negli anni 70′ il primo aumento di produzione con l’installazione in nuovi locali di un distillatore di rame marca Frilli. Dopo pochi anni viene affiancato da un altro molto più grande con generazione di vapore a parte.
Con il nuovo millennio occorre adeguarsi a nuove norme ed a nuovi processi di trasformazione di nuove botaniche. Progettiamo la distilleria con l’attenzione di limitare correnti galvaniche, migliorare il recupero energetico, risparmiare acqua, rendere gli impianti (disegnati con CAD chimico di processo) flessibili e controllabili elettronicamente. Una vera rivoluzione.
Attualmente disponiamo di 14 estrattori a diversa tecnologia di varie dimensioni, forma, struttura e funzionamento, appositamente progettati per adattarsi al processo di lavorazione necessario per un particolare fiore, radice, foglia, rametto, legno o seme.
Un sofisticato controllo elettronico dei parametri fisici di temperatura, pressione, portata, agitazione monitora ogni estrazione e garantisce la migliore qualità della produzione.
Dentro ai locali di estrazione è interdetto l’accesso durante le fasi di lavorazione ed ogni tipo di ripresa cinefotografica.