radici nella storia dal 1950 …

Radici nella storia: nella colline del Chianti a Casalvento nel 1950 Giovanni Domini coltiva intensivamente la lavanda. Immagine in bianco e nero con Casalvento sullo sfondo
... dal 1950

Radici nella Storia

Le radici nella storia di Casalvento iniziano nel 1950 nel Chianti Classico

Radici nella storia e nel territorio. Casalvento è a 620 m di altezza su uno storico colle del Chianti Classico che il prof. Giovanni Dòmini acquistò nel 1950 insieme a qualche ettaro di terreno. Il colle su cui sorge Casalvento, un tempo si chiamava Salingolpe dal nome di quell’insediamento che gli Etruschi abitarono fin dal VI° secolo a.C.

Nel 1478 con la distruzione integrale dello storico villaggio quel nome servì ad indicare non più il colle, ma solo la casa e la terra del “beneficio parrocchiale di San Salvatore”. La zona assunse il nome di Castellina Vecchia (o Castellinaccia) a denotare lo stato delle cose e dei luoghi ed una casa fu costruita quasi sulla sua sommità, non si sa quando e non si sa come.

Questa è Casalvento: una casa tutta in pietra vista che all’inizio doveva essere piccola e che poi, per successive aggiunte, si ampliò fino ad ospitare sotto lo stesso tetto uomini ed animali. Nel 1950 Casalvento, oltre ai segni della miseria, portava ben evidenti anche quelli della guerra. Un colle brullo e sassoso preso d’assedio da cespugli e piante aromatiche.

dal 1950 la storia di Casalvento nel Chianti Classico: immagine dell'etichetta dipinta nel 1962 dal pittore senese Vittorio Zani. L'etichetta per Lavanda del Chianti rappresenta fiori di lavanda e grappoli d'uva
dal 1950 la storia di Casalvento nel Chianti Classico con i ritrovamenti etruschi di flaconi da profumo fatti in vetro di vari colori e forme con forme allungate per evitare l'evaporazione del profumo
dal 1950 la storia di Casalvento nel Chianti Classico: un giovane vitello chianino davanti a Casalvento e la famiglia di coloni che coltivavano l'azienda
L'esperienza etrusca

In epoca romana gli Etruschi usarono la profumata Lavanda selvatica, che nasceva copiosa e spontanea su quel terreno calcareo e difficile. Di loro sappiamo che erano esperti farmacisti e profumieri dediti alla raccolta di piante medicinali e fiori da vendere nelle strade dell’antica Roma. Aryballoi, Likytoi, Bullae ed altri ancora erano i tipici contenitori in cui i profumatissimi unguenti erano conservati e venduti 2500 anni fa. Vetro, ceramica e alabastro erano i materiali scelti per questi preziosi contenitori.

La forma, sempre molto piccola e dotata di un beccuccio applicatore, poteva avere le somiglianze di un animale, di un frutto o di una parte del corpo umano. I contenitori erano privi di etichetta ma finemente dipinti e impreziositi da accuratissime lavorazioni di superficie.

In Mesopotamia i flaconi da profumo erano fatti in vetro e di vari colori e forme con forme allungate per evitare l'evaporazione del profumo

Casalvento, dal 1960 nel Regno del Profumo

Radici nella storia sono anche questo. Riprodurre la pianta, coltivarla, tagliare i fiori e dare vita ad un prodotto commerciale fu un impegno che durò diversi anni e finalmente nel 1962 le prime gocce di profumo uscirono dal nostro primo e semplice estrattore.

I distillatori che hanno prodotto le essenze sono stati sostituiti negli anni con modelli sempre più grandi e funzionali. Il metodo estrattivo è rimasto però sempre lo stesso: utilizziamo acqua, una sostanza inerte e pura che non interferisce con le qualità naturali delle essenze.

Il vapore prodotto da un apposito generatore attraversa la massa vegetale stipata in un grande alambicco di rame o di Inox. L’olio essenziale contenuto nei fiori viene così trascinato via e ricondensato in un serpentino separandosi dalle acque aromatiche (idrolati) entro un vaso “fiorentino”. Questa tecnica, la cui invenzione si perde nella notte dei tempi e ben descritta da Avicenna nell’anno 1000, si è perfezionata nel 1800 ed è rimasta praticamente uguale nei principi fisici fino ad oggi.

Nel 1962 il famoso pittore senese Vittorio Zani

studiò per Casalvento una bellissima e classica etichetta da applicare ai flaconi di profumeria. Un’etichetta unica per una confezione originale ed una essenza “antica”. Zani fu autore del logo della Banca Monte dei Paschi di Siena, di etichette del Brunello di Montalcino, di alcune marche di Panforte e dolci senesi e molto altro.

“Lavanda del Chianti” indica le inconfondibili proprietà e l’origine di questo profumo. Molto prima che il Chianti divenisse “Classico” il profumo della sua Lavanda fu desiderato da ogni donna per sé e per la sua casa

Il nostro lavoro non è solo creare: è fare la differenza.

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