La sintesi clorofilliana è la reazione chimica con cui un gas e l’acqua diventano materia.
Il processo “green” per eccellenza: decarbonizzazione e produzione di ossigeno con utilizzo di qualche molecola d’acqua (pura) ed un pò di sole.
Tutto avviene dentro organelli minuscoli detti cloroplasti contenuti nelle cellule vegetali (e qualcosa di simile esiste in alcuni batteri). La biochimica ci parla di clorofille sensibili a diverse energie luminose per sfruttare al meglio l’energia del sole. Dall’alba al tramonto. La botanica ci ricorda che le foglie cambiano colore nella loro vita passando da un iniziale verde pallido ad uno più intenso e poi al rosso in un inesorabile decadimento del contenuto in clorofilla. La biologia ci dice che senza acqua pura e luce solare non sarà possibile produrre ossigeno.
Come ogni cosa magica anche la fotosintesi vive pulsando. Ha due cicli: la fase luminosa e la fase oscura. L’una indispensabile all’altra … servono a produrre zuccheri e molecole di energia pura.
E’ verde perchè assorbe la luce nel blu e nel rosso; ai nostri occhi appare del colore che riflette: il verde appunto. Ma speciali occhi non umani la vedono e la misurano in un colore diverso: il rosso.
La magia del cambio di colore della clorofilla (dal verde al rosso) avviene perchè sviluppa un’intensa fluorescenza. Una foglia illuminata con luce ultravioletta appare rossa.
Il curioso fenomeno è dovuto alla forma di questa molecola: una lunga successione di atomi di carbonio ed all’estremità un anello con un magnesio al centro. L’anello è un eterociclo porfirinico simile a quello dell’emoglobina dei globuli rossi ma qui al posto del magnesio abbiamo un atomo di ferro. E’ proprio questo anello ad assorbire la luce ultravioletta e restituire quella rossa in fluorescenza.
Una molecola verde che assorbe il blu ed il rosso ma che se illuminata in blu appare rossa.