Incēnsum, -i è un sostantivo neutro latino che significa ciò che viene bruciato o acceso.

In epoca antichissima resine o legni essiccati erano posti in braceri ed accesi per ottenere fumi aromatici. Lo scopo di ricondurre la mente e lo spirito in alto verso le divinità è stata una tradizione di tutti i popoli del mondo. Qualunque religione ha usato i fumi dell’incenso nei riti religiosi o sacrificali. Ma quali resine erano bruciate? Gli Egiziani usavano il kyphi composto da circa 16 ingredienti (ma c’è chi dice che sono 60) fra cui uva secca, vino, mirra, legno di rosa ed altri.

I Greci avevano la miglior produzione di incensi sul Monte Athos ed una delle resine maggiormente usate era la resina mastice (Pistacia Lentiscus) coltivato sull’isola di Chios. Il legno di Palo Santo (Bursera Graveolens) cresce in America centro meridionale era usato dai Nativi americani per allontanare le energie negative. I Romani fabbricavano unguenti e bruciavano erbe e legni odorosi nei grandi turiboli di bronzo.

Gli Indiani usavano polvere di legno di Sandalo (Santalum Album) e gli Arabi il legno di Oud (Aquilaria Malaccensis).

La via dell’incenso era una tratta commerciale che metteva in contatto India, Europa, Arabia ed Africa. Spezie, cibi, resine e legni profumati raggiungevano tutti i paesi in cui l’uomo volesse vivere l’esperienza mistica data dal profumo. Incensi d’oriente ed incensi d’occidente.

I Toscani hanno anche loro legni e resine profumate. Muschio di Quercia (Evernia Prunastri), resina di Pino (Pinus Sylvester), resina di Abete (Abies Alba), legno di Ginepro (Juniperus Communis), legno di Cipresso (Cupressus Sempervirens), legno di Alloro (Laurus Nobilis). Ed altro ancora.

A Casalvento abbiamo imparato a lavorare i legni, i muschi e le resine delle piante autoctone in modo da ottenere da loro la massima resa in profumo.

L’aroma non è immediatamente presente nelle botaniche: occorre farlo maturare con il tempo. Lunghe stagionature ed ambienti umidi per gli aromi legnosi, rapide essiccazioni ed ombreggiamento per gli aromi erbacei, piogge e sole per gli aromi resinosi.

Un’approfondita ricerca nel territorio del Chianti di botaniche aromatiche ed una speciale esperienza nel ricavarne incensi.

Tutto naturale senza ricorrere ad alcun processo chimico ma solo ad una divina pazienza.