Si ottiene per estrazione a solvente della radice di Iris stagionata. Il suo contenuto in ironi dipende proprio dall’età di stagionatura del rizoma.
Con una buona pratica di conservazione la radice aumenta il contenuto di ironi in modo progressivo fino al settimo (ed anche al nono) anno di stagionatura. Con speciali accorgimenti si può prolungare questo tempo (ed aumentare il contenuto in ironi) permettendo di ottenere estratti di più elevato valore commerciale.
Ma quale Iris? sul mercato i produttori tendono a proporre l’Iris Germanica perchè la materia prima di partenza ha un minor valore. L’area di approvvigionamento è il Marocco ma dal 2010 la Cina ha cominciato ad offrire un prodotto con maggiore convenienza commerciale. L’Iris Toscano però (a detta di tutti) è il migliore del mondo; famoso fin dal tempo di Caterina dei Medici. Di certo lo è per il clima ed il terroir.
L’Iris Dalmata (Iris Pallida) dà la migliore qualità; l’Iris Fiorentina pur avendo un bulbo più grosso ha una minore stabilità nel tempo.
L’estrazione può essere condotta con diversi tipi di solventi ottenendo risultati molto diversi. Alcuni processi di produzione prevendono l’uso sequenziale di solventi differenti che rimangono sempre in piccolissime quantità nel prodotto finito.
L’assoluta (o resinoide) ha normalmente un colore bruno, consistenza pastosa, viscosa ed un forte odore talcato. Se il processo produttivo è stato adeguato non è solubile in acqua, diversamente è molto solubile in alcool. Il contenuto in COV varia dal 2 al 8%. Si consiglia sempre di conservarla in vetro. E’ una materia prima per profumeria molto costosa.
L’odore caratteristico dell’Assoluta di Iris è riconducibile a quello della violetta (Viola Odorata) perchè in comune con questa botanica ha proprio gli ironi. Nella profumeria di alta gamma questo estratto ha un carattere insostituibile come fissativo.