Le Alchimie del Terzo Millennio sono descritte da sigle moderne per processi di produzione molto diversi: WD, HD, SD della ben nota estrazione a vapore. Altri acronimi indicano processi estrattivi più complessi: RPD, IPD, TD, HyD, DryD, SE, ASE, MAE, PLE, OHE, SWE, FD, SFE CO2 ….. Negli ultimi 50 anni gli ingegneri chimici hanno ideato poco più di 20 diversi processi e siamo tutti convinti che ci sia ancora spazio per nuove invenzioni tecniche.

Nella grande distilleria di Casalvento abbiamo in uso 9 di queste moderne metodiche inquadrate nella green technology al fine di offrire estratti pregiati completamente naturali, integrali e puri al 100% con il massimo rispetto dell’ambiente per il risparmio energetico ed il consumo idrico.

Queste le fasi di una estrazione a vapore classica

1) una sorgente di calore porta in temperatura l’acqua destinata ad essere il “solvente” dell’estrazione stessa (vapore d’acqua).

2) il vapore d’acqua attraversa subito il materiale vegetale (distillazione a vapore diretto) o, passando in una serpentina a circuito chiuso, scalda l’acqua posta sul fondo dell’alambicco (non mostrato in figura); si genera così un vapore diverso dal precedente che attraversando il vegetale ne estrae i principi attivi (distillazione a vapore indiretto).

3) sulla sommità del distillatore i vapori emergenti vengono condotti al sistema di refrigerazione da cui usciranno condensati.

4) dato che le essenze sono presenti nelle piante in piccola o piccolissima quantità, la natura del liquido condensato è prevalentemente di tipo acquoso (acque floreali o idrolati) con scarsissima componente oleosa (oli essenziali). La separazione delle essenze dalle acque floreali è un fenomeno spontaneo anche a temperatura ambiente ed avviene per effetto del loro differente peso specifico. Gli oli galleggiano sopra il livello di queste acque, ma accade però che alcuni dei loro componenti idrofili e lipofili possano solubilizzarsi negli idrolati a dispetto della non miscibilità dei due prodotti. Le acque floreali acquistano così forti proprietà aromatiche e sono un prodotto di pregio molto utilizzato dall’industria cosmetica.

5) la coobazione delle acque di distillazione può dare alcuni vantaggi nella trasformazione di alcune piante, ma è dannosa per altre.

Il semplice ed innocuo vapore d’acqua è qui l’unico elemento con funzioni di trascinamento degli oli essenziali. Il processo fisico-chimico dell’idrolisi è però il nostro principale nemico. In presenza di questa notevole disponibilità di acqua, l’eccessiva temperatura e gli sbalzi di pressione possono danneggiare le essenze prodotte.

La certificazione biologica garantisce l’assenza di fitofarmaci.

Nei locali di estrazione è interdetto l’accesso durante le fasi di lavorazione ed ogni tipo di ripresa cinefotografica.

Nella immagine in alto è rappresentata la teoretica della separazione di due sostanze non miscibili.