inizia molto presto con la visione consapevole di Giovanni Domini. Medico e Farmacista, docente universitario e consulente di industria intravide da subito il punto di arrivo della sua proprietà di Casalvento nella farmaceutica. Con altri colleghi dell’Università di Siena collaborò a studi sui principi attivi e formulò prodotti farmaceutici.
Ma cosa è un principio attivo? Come identificarlo nella enorme quantità di elementi presenti in una botanica ? Ha un bersaglio recettoriale univoco a cui legarsi ?
Per definizione il principo attivo è “una specifica sostanza contenuta in un farmaco responsabile del suo effetto terapeutico, curativo o preventivo“.
E qui la prima difficoltà. Per ottenere un “prodotto-farmaco” occorre isolare quello “attivo” da tutti gli altri elementi presenti in un estratto botanico che ne influenzano l’assorbimento, il legame con il recettore, la farmacodinamica e farmacocinetica. Alla massima efficienza di estrazione deve quindi seguire la massima efficienza di purificazione e arricchimento. Il processo di purificazione avviene mediante cromatografia, tecnica che negli ultimi anni è stata innovata ripetutamente. La fase stazionaria trattiene le sostanze affini (adsorbimento) mentre la fase mobile (eluente) permette di far scorrere l’estratto attraverso la prima separando i vari composti. Il risultato è un principio attivo più concentrato senza molecole inutili interferenti nell’azione biologica.
La difficoltà successiva è il dosaggio del principio attivo fatto con tecniche analitiche adeguate, ha lo scopo di ottenere un estratto titolato: un prodotto in cui sia nota la concentrazione e purezza dell’attivo. Il fondamento della Evidence Based Medicine dei nostri giorni sta nel conoscere assorbimento, biodisponibilità, sito e meccanismo d’azione, organi bersaglio, legame recettoriale, farmacodinamica, farmacocinetica, modelli compartimentali del principio attivo.
Ma come applicare questo metodo alla Medicina Naturale dove abbiamo più principi attivi ?. Nella Naturopatia abbiamo un approccio olistico e non convenzionale alla malattia. Questa disciplina stimola le capacità di autoguarigione del corpo attraverso metodi naturali, alimentazione, stile di vita sano e rimedi erboristici spesso includendo pratiche come la fitoterapia e l’aromaterapia.
Occorre quindi individuare tecnologie non convenzionali per misurarne l’efficacia dei Multiple Active Ingredients come sono gli oli essenziali, idrolati ed hyper hydro. Un sistema di misura degli effetti centrato sull’equilibrio neurovegetativo.